Parole di memoria

In ricordo di Firdaous

In ricordo di Firdaous

di Sarah Vantorre

Firdaous era una bambina di undici anni, allegra e vivace, che amava la vita. Era la più piccola della sua famiglia e portava gioia e luce nella sua casa. Le piaceva cucinare e sognava un giorno di diventare chef. Viveva con la sua famiglia a Merksem, un distretto di Anversa, in Belgio.

La sera del 9 gennaio 2023, la porta del garage della loro abitazione fu raggiunta da colpi di kalashnikov. Dietro quella porta — che non conduce a un garage, ma a un locale abitato — si trovavano il padre e le tre figlie. Firdaous fu colpita al petto e perse la vita. Anche le sue sorelle maggiori rimasero ferite durante l’attacco.

Perché, da chi e su ordine di chi la casa di Firdaous e della sua famiglia sia divenuta il bersaglio di quell’attacco resta tuttora incerto, a tre anni dalla sua scomparsa. Quasi da subito, però, la vicenda è stata messa in relazione con il traffico internazionale di droga.

Si venne presto a sapere che Firdaous era la nipote di uno dei maggiori trafficanti di droga del Belgio, che da diversi anni risiedeva a Dubai e che su mandato di arresto internazionale è stato estradato in Belgio nel luglio 2025.

Il porto di Anversa è infatti uno dei principali punti d’ingresso della cocaina in Europa. Negli ultimi dieci anni in città sono stati registrati centinaia di gravi episodi — tra cui sparatorie, attacchi con granate, incendi ed esplosioni di piccoli ordigni — spesso legati a bande criminali in lotta per il controllo del redditizio traffico di cocaina. Che un giorno vi sarebbe stata una vittima sembrava quasi inevitabile. Che si trattasse di una bambina innocente era il timore più profondo degli abitanti di Anversa.

La stampa belga e i leader politici parlarono presto di una tragica fatalità e riferirono che perfino la criminalità organizzata era rimasta scossa dalla morte di una bambina innocente. Quando un’abitazione familiare viene raggiunta da colpi di Kalashnikov all’ora di cena, il rischio di una tragedia è fin troppo reale. È un monito doloroso: la violenza della criminalità organizzata non conosce confini morali e, purtroppo, finisce troppo spesso per colpire anche i più piccoli e indifesi. Per questo non può e non deve mai essere minimizzata.

È quindi importante che la morte di Firdaous non venga considerata dall’opinione pubblica come un semplice “danno collaterale” di quello che forse era inteso come un atto intimidatorio, ma riconosciuta per ciò che è stata: l’uccisione di una bambina innocente, completamente estranea al traffico di droga.

La scuola che Firdaous frequentava ha voluto ricordarla in modo semplice e affettuoso: nel giardino è stato dedicato un albero alla sua memoria, un luogo silenzioso dove i suoi compagni potevano fermarsi qualche istante a pensare a lei, con dolcezza e raccoglimento. Dal 2023, ogni anno in occasione del 21 marzo, l'associazione di antimafia sociale belga BASTA! ricorda il nome della piccola Firdaous. Nel 2025, Libera ha inserito ufficialmente la piccola Firdaous nell’elenco dei nomi letti ogni anno il 21 marzo in Italia, durante la Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie.