3 ottobre 1985
Sant'Agata dei Goti (BN)

Angelo Mario Biscardi

Vicesindaco e assessore all'urbanistica del comune di Sant'Agata dè Goti, tentò di impedire che la camorra mettesse le mani sulle risorse pubbliche stanziate per la ricostruzione post terremoto del 1980.

Angelo Mario Biscardi era un amministratore pubblico, già dipendente della Provincia di Benevento dal 1972, con una formazione professionale da geometra. Fu un amante del calcio e divenne presidente della squadra calcistica della sua contrada, San Silvestro.

Iniziò da giovanissimo a interessarsi di politica, militando nelle fila del Partito Liberale Italiano. Consigliere comunale a Sant’Agata dei Goti, il suo paese, successivamente sarà nominato assessore alle finanze, all’istruzione, all’urbanistica, quindi vicesindaco. Un amministratore che aveva scelto di impegnarsi nella vita pubblica del proprio territorio, ma il suo nome finì dentro una stagione particolarmente drammatica per il Sannio e per la Campania.

Il 23 novembre 1980 il disastroso terremoto dell’Irpinia provocò circa 2.900 vittime, causando i danni più rilevanti nelle province di Avellino e Benevento. I soccorsi furono difficoltosi, il sistema di coordinamento della protezione civile mostrò i suoi limiti, non funzionando ancora in maniera efficace. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini visitò alcune delle aree colpite dal sisma, denunciando successivamente in un discorso pubblico i ritardi e le carenze delle operazioni di soccorso. Diversi Paesi del mondo, nelle settimane successive, offrirono aiuti materiali, attraverso donazioni di denaro, ma anche inviando squadre tecniche mediche e di salvataggio.

Negli anni seguenti, la ricostruzione post terremoto portò con sé enormi risorse pubbliche e, insieme agli interventi necessari per restituire case e infrastrutture alle popolazioni colpite, anche gli interessi della criminalità organizzata sugli appalti. Furono stanziate dal Governo decine di migliaia di miliardi di lire, ma inchieste successive indicarono opacità nella gestione delle risorse pubbliche destinate in merito. Così come emergerà il salto di qualità della camorra, allora guidata da Raffaele Cutolo, che fiutò immediatamente l’affare che la ricostruzione post terremoto poteva rappresentare.

In questa medesima cornice, avvennero altri delitti di matrice mafiosa volti a colpire amministratori pubblici che si opponevano alle infiltrazioni camorristiche. Come l’omicidio di Pasquale Cappuccio di qualche anno prima, quello del consigliere comunale di Ottaviano Mimmo Beneventano e, poche settimane dopo, il delitto di Marcello Torre, sindaco di Pagani (comune a sua volta colpito dal sisma), che si opponeva alle infiltrazioni mafiose nell’assegnazione degli appalti pubblici.

Altro episodio cruciale fu il rapimento da parte delle Brigate Rosse di Ciro Cirillo, assessore regionale ai lavori pubblici e vicepresidente del comitato tecnico per la ricostruzione. Il sequestro si concluse con la liberazione di Cirillo, dopo un pagamento di un miliardo e 450 milioni (come sostennero le BR), ma fu determinante per l’esito della vicenda la mediazione dello stesso Cutolo.

3 ottobre 1985

Alle 21,30 del 3 ottobre 1985 Angelo Mario Biscardi venne assassinato a colpi di arma da fuoco, colpito alle spalle, mentre rincasava a bordo di una Fiat 131. Aveva 35 anni.

Pochi giorni prima, a Napoli, era stato ucciso Giancarlo Siani, giovane giornalista che aveva indagato, tra le altre cose, sugli intrecci tra potere mafioso e interessi politici, negli affari del post terremoto. Il delitto Biscardi si colloca nella stessa dimensione: bisognava eliminare un rappresentante delle istituzioni che si opponeva agli interessi camorristici negli appalti e nella ricostruzione degli anni successivi al terremoto del 1980.

Vicenda giudiziaria

Inizialmente l'autore dell’omicidio venne considerato un pregiudicato locale, Riccardo Russo, ritenuto affiliato ad un clan camorristico di Marcianise (CE) e già arrestato con accuse di estorsione.

Tuttavia, alcune settimane dopo il delitto, il presunto killer fu ucciso a sua volta e le indagini non approdarono a nulla. Gli autori del delitto rimangono tuttora ignoti.

Memoria viva

Il 26 settembre 2002 il prefetto di Benevento, ai sensi della Legge 20 ottobre 1990, certifica che Angelo Maria Biscardi è "deceduto quale vittima della criminalità organizzata".

Il 23 marzo del 2019 l'Amministrazione Comunale di Sant'Agata de' Goti intitola una piazza ed una stele ad Angelo Mario Biscardi.

Il 3 ottobre del 2020, nel 35esimo anniversario della sua morte, gli viene intitolata la sala convegni e formazione degli uffici della provincia di Benevento.

Il 3 ottobre 2023 si è ricordata nuovamente la vicenda umana e politica di Angelo Mario Biscardi con una messa e un torneo di calcio organizzato dagli studenti presso il campo sportivo di Castelvenere.

Nell’ottobre 2025 un altro momento pubblico di memoria è stata organizzato da Libera, in occasione del quarantennale dell'omicidio.

Ad Angelo Mario Biscardi è intitolato il Presidio dell’Istituto alberghiero nel comune di Castelvenere. La sua figura è ricordata anche nel volume “Il Sannio da ritrovare: problemi e prospettive di una realtà meridionale”, curato da Antonio De Lucia.

Mio padre era un uomo integerrimo, un padre e un marito esemplare, un politico integro, che ha sempre onorato il suo ruolo di amministratore, senza mai piegarsi alle minacce. Tutto ciò gli è costata la vita, ma nulla e nessuno potranno appannare il suo ricordo che conserviamo nel cuore e quel vasto patrimonio valoriale che ha saputo trasmettere a tutti noi.
Graziano Biscardi, figlio di Angelo Mario nel quarantennale dell’omicidio

 

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A cura di Andrea Zummo - settembre 2026