Parole di memoria

Vincenzo Enea, mio padre

Vincenzo Enea, mio padre

Oggi, 8 giugno.

Ogni anno questo giorno mi chiede la stessa cosa: come si ricorda qualcuno che non si è mai conosciuto?

Avevo tre mesi quando ti hanno portato via. Non ho ricordi della tua voce. Non ricordo il suono delle tue risate. Non ricordo una carezza, una passeggiata, una sola parola detta a me.

Eppure ti conosco, papà.

Ti conosco attraverso le parole di chi ti ha amato. Ti conosco attraverso il modo in cui mia madre pronunciava il tuo nome. Ti conosco attraverso mia nonna Maria, che non ha mai smesso di piangere. Ti conosco attraverso i racconti di chi diceva che eri generoso, che tendevi la mano senza chiedere niente in cambio, che trovavi sempre il tempo per i tuoi figli.

Ti conosco attraverso l'assenza.

E l'assenza, quando dura una vita intera, diventa una forma d'amore.

E ti prometto che finché avrò voce, il tuo nome si sentirà.

Per Vincenzo Enea, che non ho mai potuto conoscere e che non ho mai smesso di amare. 

La tua Elisa