Parole di memoria

Il ricordo di Giorgio Ambrosoli. Il nonno mai incontrato ma sempre conosciuto

Il ricordo di Giorgio Ambrosoli. Il nonno mai incontrato ma sempre conosciuto

di Stefano Mattachini Ambrosoli

Per un dato anagrafico non ho mai incontrato mio nonno, Giorgio Ambrosoli.
Le prime volte che mi imbattei nella sua storia, lo facevo tramite le molte foto presenti in casa mia, di mia nonna, e dei miei zii. Quello sguardo curioso, quel volto, l’accenno del sorriso sotto i folti baffi mi dava un senso di felice serenità.
La mia famiglia, fin da bambino, ha voluto trasmettermi il ricordo di nonno Giorgio tramite quella magica normalità e affetto che si prova per un nonno, tra le sue abitudini, i suoi momenti felici, la vita con nonna. Era il ricordo di un uomo normale, un uomo che amava profondamente la sua famiglia.
La straordinarietà di questa storia l’ho riconosciuta dopo, uno strumento importante è stata la lettura di libri, tra questi “Qualunque Cosa Succeda”, un regalo che mio zio Umberto ci ha fatto in occasione dei 30 anni dalla morte di nonno Giorgio.
La crescita mi ha permesso di conoscere sempre di più la sua storia, di studiarla, di incontrare chi, insieme a nonno, si era occupato della liquidazione della Banca Privata Italiana e con lui aveva vissuto ansie, successi e preoccupazioni. Tra questi il magnifico Maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre, un uomo dolce, fermo, sincero e affettuoso che con il suo racconto ha saputo evidenziare tutti quei gangli di potere occulto che, insieme a nonno Giorgio, toccò con mano.
Sono profondamente grato a questa storia per tutto quello che mi ha lasciato e per la fortuna che ho avuto nel poterla raccontare a tanti negli ultimi anni. Una storia vissuta a pieno da nonno, una storia pienamente condivisa nei valori da nonna sempre al suo fianco. Una storia fatta di ragioni vive e profonde che avevano le radici nei principi di libertà, responsabilità e professionalità. E, ancora una volta, una storia d’amore profondo nei confronti di un Paese “si chiami Italia o si chiami Europa”.
Nonno ha sconfitto la paura, ha esercitato la sua responsabilità, ha vissuto attraverso la sua professione le ragioni della sua esistenza. Questa è l’attualità di questa storia, questa è l’occasione di vita che tutti noi cittadini, studenti, professionisti, uomini delle Istituzioni abbiamo anche in memoria di Giorgio Ambrosoli.
Caro Nonno, non so in quale angolo di cielo ti hanno nascosto, ma ti ritroverò! Stanne certo Nonno! Oggi, a vent’anni, mi sento di dire che ho sempre conosciuto mio nonno.