Nomi da non dimenticare

L'idea di un elenco di tutte le vittime innocenti delle mafie, nasce con Libera, grazie alla volontà del nostro presidente don Luigi Ciotti e di una madre, Saveria Antiochia. Saveria era la madre di Roberto, un poliziotto che accompagnò, per amore e per dovere, nel suo ultimo giorno di vita un altro poliziotto. Con gli stessi sentimenti e con senso di responsabilità verso una memoria che non doveva essere retorica celebrazione, ma seme di impegno, Saveria suggerì di raccogliere tutti nomi delle vittime, anche le più sconosciute.

Un’altra madre avvalorò l’impegno della memoria, Carmela, la mamma di Antonio Montinaro, ucciso con Giovanni Falcone, di cui era il caposcorta. Nel corso di una funzione religiosa in ricordo della strage di Capaci, don Luigi la incontrò e ne accolse il dolore e la preoccupazione perché il nome di suo figlio, come degli altri agenti della scorta, non veniva mai pronunciato.

Da questi primi momenti di intensa condivisione si è proseguito ad accogliere le proposte dei territori e dei familiari stessi delle vittime. L’elenco delle vittime innocenti delle mafie che ogni anno il 21 marzo, il primo giorno di primavera, leggiamo in tanti luoghi in Italia e del mondo è il frutto della raccolta paziente dei nostri volontari che scavando nella storia dei territori in cui vivono hanno chiesto, negli anni, l’inserimento dei nomi che ne fanno parte.

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  • Natale Mondo

    Palermo (PA) // 14 gennaio 1988 // 35 anni

    Natale Mondo si era arruolato in Polizia nel 1972 prestando servizio presso il reparto autonomo del Ministero dell'Interno e le Questure di Roma, Siracusa e Trapani, dove conobbe Ninni Cassarà che ne auspicò il trasferimento alla Squadra Mobile di Palermo, da lui diretta. Da allora fu per anni autista e braccio destro di Cassarà partecipando a molte operazioni. Nell'agosto del 1985 era sfuggito all'attentato in cui avevano perso la vita i colleghi Ninni Cassarà e l'agente di scorta Roberto Antiochia. Accusato da un pentito di essere corrotto, venne arrestato e incarcerato. Mondo fu scagionato in seguito all'intervento della vedova di Cassarà e di altri colleghi che testimoniarono a suo favore, raccontando che egli si era infiltrato nelle cosche mafiose del quartiere Arenella, dove era nato e risiedeva, dietro ordine dello stesso Cassarà. Questo, di fatto, lo espose alla vendetta della mafia che lo uccise il 14 gennaio 1988, proprio davanti al negozio di giocattoli della moglie, sito nella stessa borgata.