Nomi da non dimenticare

L'idea di un elenco di tutte le vittime innocenti delle mafie, nasce con Libera, grazie alla volontà del nostro presidente don Luigi Ciotti e di una madre, Saveria Antiochia.

Saveria era la madre di Roberto, un poliziotto che accompagnò, per amore e per dovere, nel suo ultimo giorno di vita un altro poliziotto. Con gli stessi sentimenti e con senso di responsabilità verso una memoria che non doveva essere retorica celebrazione, ma seme di impegno, Saveria suggerì di raccogliere tutti nomi delle vittime, anche le più sconosciute.

Un’altra madre avvalorò l’impegno della memoria, Carmela, la mamma di Antonio Montinaro, ucciso con Giovanni Falcone, di cui era il caposcorta. Nel corso di una funzione religiosa in ricordo della strage di Capaci, don Luigi la incontrò e ne accolse il dolore e la preoccupazione perché il nome di suo figlio, come degli altri agenti della scorta, non veniva mai pronunciato.

Da questi primi momenti di intensa condivisione si è proseguito ad accogliere le proposte dei territori e dei familiari stessi delle vittime. L’elenco delle vittime innocenti delle mafie che ogni anno il 21 marzo, il primo giorno di primavera, leggiamo in tanti luoghi in Italia e del mondo è il frutto della raccolta paziente dei nostri volontari che scavando nella storia dei territori in cui vivono hanno chiesto, negli anni, l’inserimento dei nomi che ne fanno parte.

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Conosci una storia
  • Ida Castelluccio

    Villa Grazia di Carini (PA) // 5 agosto 1989 // 19 anni

    Antonino Agostino era un agente di polizia in servizio presso la questura di Palermo. Venne ucciso il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini (PA) insieme alla moglie, Ida Castelluccio, incinta di appena un mese. Le circostanze legate al duplice omicidio sono ancora ignote, ma negli ultimi anni sono state ricollegate all'attività di intelligence svolta da Agostino al servizio dello Stato contro Cosa nostra. Sul fascicolo relativo alle indagini sul suo assassinio è stato apposto il Segreto di Stato. Alcune circostanze legano il lavoro di Agostino con quello di un altro agente della polizia ucciso poco dopo, Emanuele Piazza.