Nomi da non dimenticare

L'idea di un elenco di tutte le vittime innocenti delle mafie, nasce con Libera, grazie alla volontà del nostro presidente don Luigi Ciotti e di una madre, Saveria Antiochia. Saveria era la madre di Roberto, un poliziotto che accompagnò, per amore e per dovere, nel suo ultimo giorno di vita un altro poliziotto. Con gli stessi sentimenti e con senso di responsabilità verso una memoria che non doveva essere retorica celebrazione, ma seme di impegno, Saveria suggerì di raccogliere tutti nomi delle vittime, anche le più sconosciute.

Un’altra madre avvalorò l’impegno della memoria, Carmela, la mamma di Antonio Montinaro, ucciso con Giovanni Falcone, di cui era il caposcorta. Nel corso di una funzione religiosa in ricordo della strage di Capaci, don Luigi la incontrò e ne accolse il dolore e la preoccupazione perché il nome di suo figlio, come degli altri agenti della scorta, non veniva mai pronunciato.

Da questi primi momenti di intensa condivisione si è proseguito ad accogliere le proposte dei territori e dei familiari stessi delle vittime. L’elenco delle vittime innocenti delle mafie che ogni anno il 21 marzo, il primo giorno di primavera, leggiamo in tanti luoghi in Italia e del mondo è il frutto della raccolta paziente dei nostri volontari che scavando nella storia dei territori in cui vivono hanno chiesto, negli anni, l’inserimento dei nomi che ne fanno parte.

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  • Giuseppe Tesauro

    Villabate (PA) // 30 giugno 1963 // 41 anni

    Giuseppe Tesauro era un panettiere di Villabate, padre di quattro figli. La notte del 29 giugno 1963 si trovava nel suo panificio quando notò del fumo uscire da un'automobile parcheggiata davanti a un vicino garage. Tesauro avvertì del fatto il custode del garage, Pietro Cannizzaro. I due si avvicinarono all'auto, ma quando Cannizzaro provò ad aprirla, questa esplose perché imbottita di tritolo. Pietro Cannizzaro, 52 anni, e Giuseppe Tesauro, 41 anni, morirono sul colpo. Secondo alcune fonti, la bomba era indirizzata al mafioso Giovanni Di Peri.