Nomi da non dimenticare

L'idea di un elenco di tutte le vittime innocenti delle mafie, nasce con Libera, grazie alla volontà del nostro presidente don Luigi Ciotti e di una madre, Saveria Antiochia. Saveria era la madre di Roberto, un poliziotto che accompagnò, per amore e per dovere, nel suo ultimo giorno di vita un altro poliziotto. Con gli stessi sentimenti e con senso di responsabilità verso una memoria che non doveva essere retorica celebrazione, ma seme di impegno, Saveria suggerì di raccogliere tutti nomi delle vittime, anche le più sconosciute.

Un’altra madre avvalorò l’impegno della memoria, Carmela, la mamma di Antonio Montinaro, ucciso con Giovanni Falcone, di cui era il caposcorta. Nel corso di una funzione religiosa in ricordo della strage di Capaci, don Luigi la incontrò e ne accolse il dolore e la preoccupazione perché il nome di suo figlio, come degli altri agenti della scorta, non veniva mai pronunciato.

Da questi primi momenti di intensa condivisione si è proseguito ad accogliere le proposte dei territori e dei familiari stessi delle vittime. L’elenco delle vittime innocenti delle mafie che ogni anno il 21 marzo, il primo giorno di primavera, leggiamo in tanti luoghi in Italia e del mondo è il frutto della raccolta paziente dei nostri volontari che scavando nella storia dei territori in cui vivono hanno chiesto, negli anni, l’inserimento dei nomi che ne fanno parte.

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  • Federico Del Prete

    Casal di Principe (CE) // 18 febbraio 2002 // 44 anni

    Non aveva seguito i consigli di chi li suggeriva di andarsene, di lasciare il Paese. Perché Federico era un uomo semplice, semplice e onesto. Lavorava da sempre come venditore ambulante nei mercati del casertano. Si era trasferito a Casal di Principe per amore e aveva lasciato Frattamaggiore. I guadagni delle sue fatiche, del suo lavoro non aveva intenzione di dividerli con nessuno, nè tanto meno con le organizzazioni criminali che imponevano il pizzo agli ambulanti. E così, visto che non c'era nessuno che rappresentasse la categoria aveva fondato un sindacato, lo SNAA - Sindacato Nazionale Autonomo Ambulanti che in pochi mesi aveva raggiunto tremila iscritti. E continuava a denunciare e supportare chi voleva farlo. Il 19 febbraio avrebbe dovuto testimoniare in un processo molto importante, scaturito da una sua denuncia. E così, il 18 febbraio del 2002 fu dato ordine di eliminarlo. Era al telefono, nella sede del suo sindacato, quando un uomo armato entrò nel suo ufficio e lo uccise.