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Sei storie in cerca di memoria

Sei storie in cerca di memoria

di LiberaMente Teatro

Il 28 aprile 2018, al teatro Giacosa di Aosta alle ore 21 andrà in scena il quarto lavoro del presidio “Antonio Landieri” di Libera Valle d’Aosta il cui titolo è “Sei storie in cerca di memoria”.

Il presidio scolastico del liceo Bérard, nato l’11 aprile 2015, ha l’intento di avvicinare gli studenti alle tematiche di Libera e, nello specifico, di coniugare memoria e impegno. La scelta è stata infatti quella di rileggere una pièce teatrale più o meno classica e collegarla ai temi di Libera in generale e, più nello specifico, al racconto di storie di vittime innocenti delle mafie. Per questo nel gruppo, inizialmente composto da 36 ragazzi, si è scelto di usare tutti i mezzi espressivi per il racconto: la scrittura, la recitazione, la danza, il canto e la musica. Dallo scorso anno si è unito il gruppo che predilige, come mezzo espressivo, la pittura o comunque la creazione di scenografie.

Il primo spettacolo “Antigone Libera”, rileggeva la storia di Antigone alla luce della vicenda di Lea Garofalo sui cui i ragazzi sono stati formati e informati, anche perché la nostra referente di allora, Marika Demaria, aveva seguito il processo e scritto un libro in merito. Il secondo spettacolo “Tormentata verità. Indagini sotto lente” rileggeva “Vita di Galileo” di Brecht, collegandolo alla ricerca della verità da parte di Giancarlo Siani, di cui i ragazzi hanno potuto leggere alcuni articoli e testi. Lo scorso anno con “Il rinoceronte – via le bende dagli occhi” abbiamo lavorato sull’opera di Ionesco e abbiamo toccato il tema della coerenza e del dolore e dell’isolamento che questa comporta, raccontando le vicende di Rita Atria, Maria Concetta Cacciola, Angelo Vassallo e Ambrogio Mauri, di cui i ragazzi hanno potuto conoscere la figlia, presente alla prima dello spettacolo.

Lo spettacolo di quest’anno “Sei storie in cerca di memoria” è liberamente tratto dai “Sei personaggi in cerca d’autore” in cui i personaggi non sono più quelli pirandelliani, ma sei persone – vittime che desiderano essere raccontate dagli attori. Lo spettacolo è giocato sulla difficoltà del racconto di una vicenda altrui e sulla volontà delle vittime di non essere dimenticate, raccontando così le loro vicende. La scelta di queste è stata influenzata dalla lettura del volume curato da Daniela Marcone “Non a caso”. Racconteremo la storia di Francesco Marcone, di una ragazza pugliese, Renata Fonte, Gaetano Marchitelli, Michele Fazio e Hyso Telharahj.

I ragazzi, che ora sono 60, si sono divisi in gruppi e prima di tutto hanno letto e studiato le diverse vicende, sia dalla piattaforma web vivi.libera.it, sia dal libro di Daniela, sia da articoli che hanno consultato. Poi hanno iniziato a scrivere e infine abbiamo cucito il tutto. La ricerca della scrittura è stata accompagnata anche dalla ricerca di musica, ballo, canzoni e scenografie adatte a questo racconto. Questo lavoro comincia a settembre ed è cadenzato dal ritmo settimanale a cui si aggiungono giornate intensive durante le vacanze e ore di formazione sui temi generali di Libera e della storia della mafia e dell’antimafia in Italia.

Sabato 28 aprile avremo due repliche, il giorno 11 maggio altre due, di cui una in orario scolastico per permettere anche alle scuole di partecipare, e infine con grande gioia possiamo dire che il 2 giugno saremo ospiti di Libera Ostia al teatro Affabulazione. Ci auguriamo che, come dicono le battute finali del nostro testo, ogni storia possa così meritare memoria: memoria come patrimonio collettivo.