Palermo (PA) // 22 marzo 1995 // 24 anni
Studente cresciuto in una famiglia molto unita. Amava il suo lavoro e la sua squadra di calcio, ma soprattutto amava tanto la sua famiglia. La sera del 22 marzo 1995 non fece ritorno a casa. Fu ritrovato la mattina successiva privo di vita. Il suo unico torto fu di essere il fratello di una ragazza fidanzata con il figlio del boss Gaetano Grado. Attraverso di lui, i killer di Brancaccio intendevano appurare se fosse vera la voce di un progetto di rapimento dei figli di Totò Riina. Ma Giammatteo non sapeva nulla. Morì per errore e da innocente.