Calogero Comaianni

Corleone (PA) // 28 marzo 1945 // 45 anni

Calogero Comaianni di mestiere faceva la guardia giurata. Girava per le campagne di Corleone insieme alle altre guardie campestri. Il 2 agosto durante un giro di perlustrazione insieme ai colleghi Pietro Splendido e Pietro Cortimiglia, si accorsero che due giovani stavano arraffando covoni di grano, caricandoli sui muli. Li fermarono e li arrestarono. Erano Luciano Liggio e Vito Di Frisco. Per quel furto Liggio rimase in galera tre mesi. A ottobre uscì dal carcere in libertà provvisoria, ma non aveva dimenticato. Il 28 marzo 1945 di prima mattina Calogero dopo aver pulito la stalla, uscì di casa per andare a buttare gli escrementi di animali nella vicina discarica. Fatti pochi passi, si accorse di avere dietro degli uomini. Si guardò intorno. Vide il portone aperto della stalla di un vicino di casa e provò a cercarvi riparo. Ma l'uomo glielo chiuse in faccia. Provò a tornare precipitosamente a casa. Ebbe appena il tempo di bussare, che uno dei due inseguitori gli sparò addosso due colpi di pistola. La porta si aprì e, nonostante già fosse ferito, l'uomo provò a salire i primi gradini. Fu raggiunto dai killer, che gli scaricarono addosso altri colpi di pistola, ammazzandolo, davanti gli occhi della moglie e del figlio più grande.

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