Carini (PA) // 28 agosto 1980 // 46 anni
Carmelo Iannė gestiva un albergo, in riva al mare, " Riva Smeralda" a Villagrazia di Carini (PA), a pochi chilometri dall'aeroporto di Palermo. Un mestiere che gli piaceva molto; lo faceva stare insieme alla gente e il mondo del turismo lo attraeva molto. Era anche una persona che credeva e rispettava la legge, Carmelo, tanto che non si pose alcun problema quando la polizia un giorno gli chiese di fare infiltrare nella sua struttura degli agenti, al fine di smascherare alcuni marsigliesi venuti in Sicilia per insegnare ai nostri come si raffinava l'eroina. Detto fatto. Tra il personale dell'albergo vennero inseriti alcuni poliziotti facenti funzione di camerieri e portieri d'albergo. Non ci volle molto. Venti giorni e i marsigliesi furono arrestati, compreso l'importante latitante Gerlando Alberti, noto negli ambienti come "u paccarrč", decretando il successo di un'operazione che aveva fatto tanto tribolare. La polizia commise un grave errore: gli agenti che fecero gli arresti erano gli stessi che si infiltrarono in albergo camuffati da dipendenti, subito riconosciuti non solo da Alberti ma anche dal resto dell'organizzazione. Nei confronti di Iannė venne, quindi, subito emessa una vera e propria sentenza di morte. Quattro giorni dopo l'arresto, il 28 agosto 1980, in pieno giorno, due giovani a volto scoperto entrarono nella hall dell'albergo e uccisero Carmelo Iannė con dei colpi di pistola.