Afragola (NA) // 5 gennaio 1976 // 38 anni
Maresciallo dei carabinieri del Nucleo Investigativo, specializzato nella lotta alla mafia, Gerardo D'Arminio stava indagando sui legami della malavita campana sicula e calabrese per la gestione dei traffici internazionali di droga. Sequestra ingenti quantitativi di droga. Scopre il canale attraverso il quale si importa eroina dal Perù passando per Francoforte e Milano. Arresta Antonio Ammaturo, a capo della holding criminale che traffica in droga. La sera del 5 gennaio 1976, non erano ancora le nove, con il figlioletto di 4 anni sta andando in un negozio di giocattoli che si trova nella piazza principale di Afragola, paese in provincia di Napoli. I negozi sono ancora aperti e affollati, come accade sempre il giorno prima della Befana. Verso le ventuno e quindici, mentre sta facendo vedere la bicicletta al figlioletto, da una cinquecento gialla gli spararono con un fucile a canne mozze. Fu raggiunto da una scarica di otto pallettoni che gli si conficcarono tra il collo e la spalla. Il bambino era con lui, vide tutto. Fu trasportato al Loreto Mare, ma vi giunse cadavere. In quella cinquecento c'erano tre giovani, appartenenti ai Moccia, Luigi, Antonio e Vincenzo, il clan sul quale il maresciallo D'Arminio aveva condotto indagini.