Parole di memoria

Primo anniversario dell'uccisione di Daphne Caruana Galizia

Primo anniversario dell'uccisione di Daphne Caruana Galizia

Daphne era una giornalista e blogger maltese, nota per le sue inchieste sulla politica corrotta. È rimasta uccisa in un attentato all'età di 53 anni, nell'esplosione di un'autobomba nella sua Peugeot 108 affittata presso la sua residenza di Bidnija, vicino Mosta, verso le 15:00 del 16 ottobre. La violenta esplosione ha sparso pezzi del veicolo nei campi vicini. È stata ritrovata dal figlio Matthew, che ha sentito l'esplosione dalla loro casa.

Ad un anno di distanza dalla sua uccisione vogliamo ricordarla e tenerne viva la memoria attraverso le sue parole.

"E’ giusto pensare che chi sia macchiato di gravi crimini non possa governare. E che un fatto, o una azione o opinione, sia giusta o sbagliata non derivi certo da cosa pensa la maggioranza delle persone.

Votare politici corrotti è certamente sbagliato.

I corrotti pretendono di essere persone per bene anche quando sanno benissimo cosa fanno: è il loro modo per andare avanti. Usano i media e altri strumenti per perseguitare le voci critiche. Chi critica i corrotti viene spesso dipinto come il male o come "nemici del popolo".

Ho resistito all'assalto per trenta anni perché ho avuto il buon esempio lasciatomi dai miei genitori e ci sono riuscita perché so che il potere usa questi mezzi per silenziare le voci critiche. Specialmente quando chi critica, è lasciato solo.

Altri hanno subito prima di me, in situazioni che richiedevano molto più coraggio di quello che è stato richiesto a me durante questi anni a Malta. Altri ancora sono in situazioni disperate.

La battaglia contro la corruzione e la distruzione dello stato di diritto deve continuare. In una democrazia, è il popolo che vota per i partiti e non i partiti che mettono se stessi al potere. Non possiamo più incolpare i politici corrotti perché non possiamo più negare che i politici corrotti sono un riflesso della società.

Quello che i corrotti desiderano più di ogni altra cosa è che voi vi uniate al coro compiacente o che almeno vi voltiate dall'altra parte, così che loro possano sentirsi in pace con se stessi.

Nonostante quel che si dice, i corrotti hanno problemi di autostima: vogliono essere ammirati dagli altri così da poter ammirare se stessi.

C'è un’ultima cosa che vorrei dire prima di andare: quando qualcuno ti insulta o ti critica dicendoti di essere "negativo", di non seguire la massa o di non essere benignamente tollerante nei loro confronti, di ricordarsi che loro, e non tu, sono quelli che sbagliano."

 

Il 16 ottobre Daphne sarà ricordata attraverso varie iniziative, a Malta ed in Italia.

A Malta, i colleghi di Daphne si riuniranno per protestare contro le censure e la campagna d’odio contro la memoria della collega, i suoi familiari e i blogger che ne hanno ripreso le inchieste. L’appello #60perDaphne è stato firmato da decine di giornalisti italiani che hanno fatto proprio l’appello lanciato da Maria Grazia Mazzola, inviata speciale del Tg1, e che il giorno dell’anniversario della morte di Caruana Galizia saranno a Malta, insieme a cinque organizzazioni non governative internazionali per la libertà di stampa ed espressione: Reporters Senza Frontiere, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti, il Centro Europeo per la Libertà della Stampa e dei Media, l’Istituto internazionale della Stampa e PEN International. Anche Libera Informazione ha firmato l'appello. 


In Italia invece, mentre a La Valletta Fnsi ed Efj partecipano alle iniziative organizzate sull’isola da un gruppo di organizzazioni internazionali che operano in difesa della libertà di stampa e per la sicurezza dei giornalisti, la Federazione nazionale della Stampa italiana, Usigrai e associazione Articolo 21, con l’adesione dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, organizzano a Roma, sotto l’ambasciata di Malta, un presidio-conferenza stampa “per tornare a chiedere con forza verità e giustizia per Daphne Caruana Galizia, per Jan Kuciak, Viktoria Marinova, Jamal Khashoggi, ma anche per Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Andrea Rocchelli e per tutti gli operatori dei media che nel mondo hanno sacrificato la vita per raccontare la verità  e per i quali ancora non si è avuta giustizia”. 
L’appuntamento è per martedì 16 ottobre, alle ore 10, in piazza Nicosia a Roma.