Nomi da non dimenticare

L'idea di un elenco di tutte le vittime innocenti delle mafie, nasce con Libera, grazie alla volontà del nostro presidente don Luigi Ciotti e di una madre, Saveria Antiochia. Saveria era la madre di Roberto, un poliziotto che accompagnò, per amore e per dovere, nel suo ultimo giorno di vita un altro poliziotto. Con gli stessi sentimenti e con senso di responsabilità verso una memoria che non doveva essere retorica celebrazione, ma seme di impegno, Saveria suggerì di raccogliere tutti nomi delle vittime, anche le più sconosciute.

Un’altra madre avvalorò l’impegno della memoria, Carmela, la mamma di Antonio Montinaro, ucciso con Giovanni Falcone, di cui era il caposcorta. Nel corso di una funzione religiosa in ricordo della strage di Capaci, don Luigi la incontrò e ne accolse il dolore e la preoccupazione perché il nome di suo figlio, come degli altri agenti della scorta, non veniva mai pronunciato.

Da questi primi momenti di intensa condivisione si è proseguito ad accogliere le proposte dei territori e dei familiari stessi delle vittime. L’elenco delle vittime innocenti delle mafie che ogni anno il 21 marzo, il primo giorno di primavera, leggiamo in tanti luoghi in Italia e del mondo è il frutto della raccolta paziente dei nostri volontari che scavando nella storia dei territori in cui vivono hanno chiesto, negli anni, l’inserimento dei nomi che ne fanno parte.

Spesso ci siamo scontrati con l’assenza di informazioni su alcune storie e per questo chiediamo il tuo aiuto: Contribuisci

  1. A
  2. B
  3. C
  4. D
  5. E
  6. F
  7. G
  8. H
  9. I
  10. J
  11. K
  12. L
  13. M
  14. N
  15. O
  16. P
  17. Q
  18. R
  19. S
  20. T
  21. U
  22. V
  23. W
  24. Y
  25. Z
  • Vincenzo Liguori

    San Giorgio a Cremano (NA) // 13 gennaio 2011 // 57 anni

    Vincenzo Liguori era un meccanico e il 13 gennaio, come tutti i giorni, inconsapevole che fosse "l'ultimo giorno" era nella sua officina, in via San Giorgio Vecchia a San Giorgio a Cremano. Fu avvicinato dai killer che spararono contro un uomo, indicato come esponente del clan Abate, antagonista del clan Troia che aveva ordinato l'agguato. I killer spararono contro soggetti che si trovavano nei pressi di un circoletto ricreativo, colpirono Formicola, ma un proiettile vagante colpì anche Vincenzo Liguori. Una storia terribile che diventa ancora più tragica nel momento in cui la figlia Mary, viene incaricata dal suo giornale, il quotidiano Il Mattino, di occuparsi del duplice delitto e che una volta giunta sul posto apprende che una delle vittime è proprio il padre.