Nomi da non dimenticare

L'idea di un elenco di tutte le vittime innocenti delle mafie, nasce con Libera, grazie alla volontà del nostro presidente don Luigi Ciotti e di una madre, Saveria Antiochia. Saveria era la madre di Roberto, un poliziotto che accompagnò, per amore e per dovere, nel suo ultimo giorno di vita un altro poliziotto. Con gli stessi sentimenti e con senso di responsabilità verso una memoria che non doveva essere retorica celebrazione, ma seme di impegno, Saveria suggerì di raccogliere tutti nomi delle vittime, anche le più sconosciute.

Un’altra madre avvalorò l’impegno della memoria, Carmela, la mamma di Antonio Montinaro, ucciso con Giovanni Falcone, di cui era il caposcorta. Nel corso di una funzione religiosa in ricordo della strage di Capaci, don Luigi la incontrò e ne accolse il dolore e la preoccupazione perché il nome di suo figlio, come degli altri agenti della scorta, non veniva mai pronunciato.

Da questi primi momenti di intensa condivisione si è proseguito ad accogliere le proposte dei territori e dei familiari stessi delle vittime. L’elenco delle vittime innocenti delle mafie che ogni anno il 21 marzo, il primo giorno di primavera, leggiamo in tanti luoghi in Italia e del mondo è il frutto della raccolta paziente dei nostri volontari che scavando nella storia dei territori in cui vivono hanno chiesto, negli anni, l’inserimento dei nomi che ne fanno parte.

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  • Lorenzo Crosetto

    Torino (TO) // 14 agosto 1981 // 61 anni

    Costruttore di 61 anni, torinese, fu prelevato con la forza in un bar del capoluogo piemontese da una banda di malviventi intorno alle 22.30 del 3 luglio 1981. L'uomo, che era stato coinvolto nello scandalo sui petroli (fu arrestato e poi rilasciato), gestiva una ditta di lavori edili e autostradali che dava lavoro a circa 70 operai. La Fiat 128 usata per il sequestro fu ritrovata poco dopo l'azione criminale, che in un primo momento fu ricondotta alla sfera del terrorismo politico delle BR. Pista presto abbandonata a favore dell'ipotesi, poi rivelatasi fondata, dell'Anonima sequestri. Pochi giorni dopo il sequestro, arriva il contatto con i sequestratori: 3 miliardi di lire per ottenere la liberazione. Le trattative durano 40 giorni: alla fine la famiglia riesce a chiudere per un riscatto di 672 milioni in contanti, che vengono anche versati. Ma non succede nulla. E non succederà nulla neanche nelle settimane successive. Sarà la collaborazione di uno dei sequestratori a restituire alla famiglia i resti mortali di Lorenzo Crosetto. Era il 31 maggio del 1983. L'uomo era stato tenuto recluso in un capanno di lamiera alla periferia di Sessant, nell'Astigiano. E lì, in un campo di granoturco, era stato sepolto quando le forze lo avevano abbandonato, il 14 agosto del 1981.