Nomi da non dimenticare

L'idea di un elenco di tutte le vittime innocenti delle mafie, nasce con Libera, grazie alla volontà del nostro presidente don Luigi Ciotti e di una madre, Saveria Antiochia. Saveria era la madre di Roberto, un poliziotto che accompagnò, per amore e per dovere, nel suo ultimo giorno di vita un altro poliziotto. Con gli stessi sentimenti e con senso di responsabilità verso una memoria che non doveva essere retorica celebrazione, ma seme di impegno, Saveria suggerì di raccogliere tutti nomi delle vittime, anche le più sconosciute.

Un’altra madre avvalorò l’impegno della memoria, Carmela, la mamma di Antonio Montinaro, ucciso con Giovanni Falcone, di cui era il caposcorta. Nel corso di una funzione religiosa in ricordo della strage di Capaci, don Luigi la incontrò e ne accolse il dolore e la preoccupazione perché il nome di suo figlio, come degli altri agenti della scorta, non veniva mai pronunciato.

Da questi primi momenti di intensa condivisione si è proseguito ad accogliere le proposte dei territori e dei familiari stessi delle vittime. L’elenco delle vittime innocenti delle mafie che ogni anno il 21 marzo, il primo giorno di primavera, leggiamo in tanti luoghi in Italia e del mondo è il frutto della raccolta paziente dei nostri volontari che scavando nella storia dei territori in cui vivono hanno chiesto, negli anni, l’inserimento dei nomi che ne fanno parte.

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  • Francesco Pepi

    Niscemi (CL) // 14 febbraio 1989 //

    Francesco Pepi era un imprenditore siciliano. Venne freddato a Niscemi il 14 febbraio del 1989 con sette colpi sparati da un motorino. Pepi aveva comprato terre e messo su una fabbrica, la Paic Sud. Era socio di certi Pisoni di Caravaggio e Fumagalli del bergamasco e inoltre aveva contatti con i mercati generali di Roma, vendeva a grossi marchi come Ortobuono. La Arimpex di Pescara gli aveva comissionato un Tir di carciofi arrostiti alla settimana. Franco fu ucciso perché si era rifiutato di pagare il pizzo e aveva convinto altri commercianti a fare lo stesso. La verità sul suo omicidio è emersa dopo 25 anni grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori e ha portato all'arresto di dodice persone.