Nomi da non dimenticare

L'idea di un elenco di tutte le vittime innocenti delle mafie, nasce con Libera, grazie alla volontà del nostro presidente don Luigi Ciotti e di una madre, Saveria Antiochia. Saveria era la madre di Roberto, un poliziotto che accompagnò, per amore e per dovere, nel suo ultimo giorno di vita un altro poliziotto. Con gli stessi sentimenti e con senso di responsabilità verso una memoria che non doveva essere retorica celebrazione, ma seme di impegno, Saveria suggerì di raccogliere tutti nomi delle vittime, anche le più sconosciute.

Un’altra madre avvalorò l’impegno della memoria, Carmela, la mamma di Antonio Montinaro, ucciso con Giovanni Falcone, di cui era il caposcorta. Nel corso di una funzione religiosa in ricordo della strage di Capaci, don Luigi la incontrò e ne accolse il dolore e la preoccupazione perché il nome di suo figlio, come degli altri agenti della scorta, non veniva mai pronunciato.

Da questi primi momenti di intensa condivisione si è proseguito ad accogliere le proposte dei territori e dei familiari stessi delle vittime. L’elenco delle vittime innocenti delle mafie che ogni anno il 21 marzo, il primo giorno di primavera, leggiamo in tanti luoghi in Italia e del mondo è il frutto della raccolta paziente dei nostri volontari che scavando nella storia dei territori in cui vivono hanno chiesto, negli anni, l’inserimento dei nomi che ne fanno parte.

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  • Filippo Salvi

    Palermo (PA) // 12 luglio 2007 // 36 anni

    Filippo Salvi era un carabiniere di 36 anni. È morto nella notte del 12 luglio 2007 durante il servizio, precipitando in un burrone ad Aspra, una località del palermitano. Il maresciallo, che era nato a Bergamo, era impegnato assieme ad altri colleghi in un servizio di polizia giudiziaria. Servizio svolto nell'ambito delle indagini delegate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo sul conto delle associazioni mafiose attive nell'area di Bagheria e riconducibili a Cosa Nostra. Stava percorrendo a piedi un sentiero per installare dei sistemi di osservazione a distanza, quando precipitò in una scarpata in località Monte Catalfano.